Cos'è l'Iperestrogenismo e che disturbi porta nella donna?

August 17, 2016

L’eccesso di estrogeni è alla base di molti disturbi della sfera femminile, come la sindrome
premestruale, le irregolarità del ciclo, la ritenzione idrica, l’aumento di peso, la cellulite, l’acne
premestruale e giovanile.


La causa dell’aumento dei livelli di estrogeni nel sangue, in assenza di cause patologiche di
competenza medica, è da ricercarsi soprattutto nell’alimentazione dove un eccesso di latticini,
proteine animali (soprattutto carne) e di zuccheri raffinati vanno considerati cause primarie.
Spesso l’ormone viene riattivato a livello intestinale, a causa di un’alterazione della flora intestinale detta DISBIOSI PUTREFATTIVA e che porta ad un aumento di batteri intestinali patogeni come l’Escherichia Coli e il Clostridium i quali riescono a rimettere in circolo l’estrogeno, pronto così ad agire nuovamente amplificando i suoi effetti.


Altra causa di iperestrogenismo può essere il rialzo di insulina causato da un eccesso di zuccheri
raffinati: l’eccesso di insulina influisce negativamente sulla presenza di SHGB (Sexual Hormon
Binding Genine), proteina necessaria a trasportare gli estrogeni nel sangue e la cui carenza porta
ad un aumento di estrogeni liberi. Quanto più alto è il livello di insulina, tanto più basso è quello si
SHGB e maggiore il rischio di cellulite, sindrome premestruale, fibromi dell’utero e tumori ormono-dipendenti.


Cosa fare quindi per ridurre l’eccessiva azione degli estrogeni e diminuire gli effetti secondari di cui abbiamo parlato?
Il naturopata lavorerà sull’educazione alimentare, diminuendo gli zuccheri raffinati, il sale, il latte e i suoi derivati, le proteine animali. Contemporaneamente agirà sulla funzionalità del fegato, per
agevolare lo smaltimento degli estrogeni in eccesso. Infine si preoccuperà di migliorare la gestione
dello stress cronico per ridurre la produzione di cortisolo, noto per la sua azione iperglicemizzante
e di rialzo dell’insulina.


Dal punto di vista dell’integrazione, si inseriranno i fitoestrogeni (soia, noci, legumi, crucifere, semi di lino, Agnocasto, Cimicifuga, Alchemilla vulgaris) per la loro azione antagonista degli estrogeni prodotti dall’organismo: essi competono con i recettori cellulari e li occupano, andando a calmare gli effetti negativi dell’iperestrogenismo. Va ricordato che l’assunzione di integratori può essere molto efficace ma non sostituisce l’intervento su alimentazione, sulla funzionalità del fegato e sulla salute intestinale, azioni necessarie per un vero e duraturo miglioramento.

 


Per informazioni e consulenze
Dott.ssa Erika Cucco

Naturopata Heilpraktiker, Iridologa, Floriterapeuta
Laureata in Scienze della Formazione

 

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