• Dott.ssa Erika Cucco

La medicina di Ildegarda di Bingen


Una personalità straordinaria, eclettica, di una intelligenza cristallina e profonda. Non si può definire se non con parole di incredibile forza, la badessa benedettina votata alla clausura vissuta tra il 1098 e il 1179. Una delle figure di spicco del Medioevo, una delle donne più intelligenti e coraggiose di tutta la storia, dedicò la sua vita allo studio della natura e del suo impiego concreto in medicina. La sua genialità la portò ad essere consigliera di imperatori e di grandi potenti ad essa contemporanei.

I suoi scritti parlano di teologia e di filosofia della natura, di formazione del cosmo, di etica e di fisica; essa conosceva teorie mediche antiche ed ermetiche che la portano a una visione della salute dell'essere umano in cui è fondamentale non tanto l'assenza di malattia, ma la perfetta integrazione fra mente e corpo.

Per Santa Ildegarda le malattie sono la conseguenza della rottura della connessione fra uomo e universo, rottura che porta alla perdita della trasmissione della carica vitale che viene dall'energia suprema, la VIRIDITAS. Questa forza vitale è presente a tutti i livelli del cosmo e si manifesta in modo palese nel potere terapeutico delle sostanze naturali; nell'uomo la viriditas è il principio di vita, di movimento, che riconosciamo nell'anima. La viriditas è ciò che porta gli alberi a gemmare, le donne a risplendere e a procreare, la lucente vita dell'essenza divina; la mancanza di viriditas è per Ildegarda la causa di ogni malattia, di ogni depressione, di ogni tristezza e di ogni benessere ed equilibrio  perduto.

Accogliendo la visione di Ippocrate e Galeno, per la monaca tedesca i quattro elementi (aria, acqua, terra e fuoco) agiscono sugli esseri viventi grazie alle loro caratteristiche specifiche: caldo, freddo, secco e umido. A questa medicina umorale aggiunge la potenza d'azione della viriditas, giungendo a comprendere che per vivere in salute sia necessario riferirsi alla Natura in modo da ristabilire l'equilibrio fra l'uomo, il cosmo e gli elementi. Un continuo scambio di informazioni ed elementi energetici, un fluire di informazioni che permette all'essere umano di restare in salute.

Di fondamentale importanza nella medicina di Ildegarda, oltre all'aspetto scientifico e chimico che rendono ancora attuali molti dei suoi preparati, l'aspetto mistico e visionario: per la monaca il suo sapere è totalmente di origine divina. Dio si manifesta a lei con visioni che la indirizzano e le indicano come strutturare le cure.


LE PIANTE


Nella sua opera "Herbora sempliciorum" descrive tutte le erbe che venivano coltivate nei monasteri e da cui si ricavavano i rimedi curativi; oltre alla forma e alle caratteristiche delle piante, studia e descrive gli effetti che esse hanno sulla persona, specificando le diverse azioni in base al sesso o allo stato di salute del ricevente. Questo aspetto è totalmente innovativo e rappresenta un grande cambiamento nei confronti degli erbari medievali, che si limitavano ad una catalogazione descrittiva delle piante. Ad esempio, la monaca ci scrive dell'ortica:"Un uomo che dimentica contro la sua volontà (smemoratezza), pressi l'ortica fino ad ottenerne succo, aggiunga olio d'oliva e prima di addormentarsi unga con quest'olio il suo petto e le sue tempie, lo faccia spesso e la dimenticanza in lui diminuirà."





LE PIETRE


Ildegarda di Bingen approfondisce anche la capacità terapeutiche delle pietre, portatrici di viriditas come ogni elemento del creato, suggerendo di indossarle ma anche di assumerle sotto forma di elisir di pietre, in cui c'è stata l'immersione del minerale in acqua (veicolo delle informazioni curative). Dice Santa Ildegarda:"Chi ha una malattia cardiaca o gastrica oppure dolori all'addome, riscaldi al sole un cristallo di rocca e, quando è caldo, vi versi sopra dell'acqua. Poi metta la pietra per circa un'ora nell'acqua e la tolga di nuovo fuori. Se berrà spesso quest'acqua sentirà dei miglioramenti."



LE BUONE REGOLE QUOTIDIANE

Secondo santa Ildegarda la giornata va iniziata con un pasto caldo, che apporti calore allo stomaco e gli consenta di non perdere energia con conseguente grande affaticamento per l'organismo. La frutta e tutto ciò che contiene umidità, come le erbe fresche, vanno evitate a colazione per non apportare muco; inoltre la colazione andrebbe consumata il più tardi possibile per godere di una digestione ottimale. La colazione andrebbe invece consumata presto da malati e convalescenti, per recuperare le forze mancanti.

E' fondamentale bere durante i pasti per avere una corretta digestione, senza però esagerare per non provocare una eccessiva diluizione dei "succhi" corporei.

Mangiare moderatamente in estate e relativamente di più in inverno, facendo attenzione alla temperatura degli alimenti: la persona che mangia cibo molto caldo in estate può provocare la gotta, ma consumare cibo troppo freddo nella stessa stagione porta ad un aumento del catarro; pertanto in estate si dovrebbero consumare cibi "temprati al caldo e al freddo", per mantenere il nostro benessere.

Cenare presto la sera per poter fare poi una lunga passeggiata digestiva prima di coricarsi, in modo da arrivare ad un digiuno di almeno 13-16 ore (pratica riscoperta anche al giorno d'oggi con il digiuno intermittente per promuovere la salute e allungare la vita).


Ildegarda di Bingen ci riporta alla vicinanza con la nostra natura spirituale e ci ha lasciato rimedi e indicazioni sullo stile di vita che risultano estremamente attuali: mantenere in salute gli organi emuntori con rimedi naturali depurativi, dedicare del tempo alla meditazione per essere in contatto con il nostro centro, praticare brevi periodi di digiuno per depurarsi sia fisicamente che spiritualmente; ma soprattutto recuperare gli aspetti simbolici delle malattie e ritrovare il collegamento fra anima e corpo, in una visione completa della persona e del suo stare nel mondo.


Dott.ssa Erika Cucco,

laureata in Scienze della Formazione, Naturopata Heilpraktiker











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