• Dott.ssa Erika Cucco

L’iridologia: uno dei principali strumenti del naturopata.

Aggiornato il: mag 16


Quando una persona decide di intraprendere il percorso naturopatico per recuperare il benessere perduto, incontra professionisti che utilizzano il colloquio approfondito e spesso alcuni strumenti di indagine come l’iridoscopio; la prima consulenza può durare quindi anche più di un’ora, tempo necessario al naturopata per inquadrare in modo preciso la costituzione del cliente, la sua diatesi, la sua storia pregressa e comprendere la causa del disequilibrio, per poter poi intervenire nel modo più mirato e individualizzato possibile. Grazie a questo, sarà possibile scegliere il percorso naturopatico più adatto, attraverso l’aiuto della fitoterapia, degli oligoelementi, della floriterapia di Bach, della riflessologia plantare e soprattutto della rieducazione alimentare.

Gli occhi, lo specchio dell’anima.

L’iridologia analizza iride, pupilla e sclera al fine di determinare lo stato di vitalità della persona (il cosiddetto vitalismo), lo stato del sistema immunitario, i sovraccarichi e le carenze, nonché alcuni aspetti legati alla personalità e alle caratteristiche emotive. In questo modo la valutazione del terreno sarà più precisa e permetterà un’azione calibrata, in un’ottica di prevenzione ma anche di intervento immediato. Ognuno di noi nasce con un’iride che si modifica per l’intervento di variabili esterne fra cui l’alimentazione, lo stress psico-fisico, l’utilizzo di farmaci; i cambiamenti che l’iride registra danno indicazioni preziose al naturopata sul tipo di intervento da attuare. Le radici di questa pratica affondano nel passato: molti guaritori e medici cinesi, egizi e greci utilizzavano l'occhio per effettuare diagnosi. Nei testi della Medicina Tradizionale Cinese si trovano molti riferimenti alle relazioni tra iride e salute; Paracelso, attorno al 1500, affermava "Considerate l'Occhio, con quale arte sia costruito e con quanta mirabile finezza il corpo abbia impresso la propria anatomia nella sua immagine".

L’iridologia moderna prende avvio nel 1886, quando il medico ungherese Ignatz von Peczely pubblicò la prima mappa iridologica sulla rivista "Homeopatische Monatsblatter" .

Si narra che gli studi del dott. Peczely furono stimolati da un incontro con un gufo che aveva una zampa spezzata. Lo studioso si accorse che l’animale presentava un segno radiale su un'iride ed intuì la relazione tra il segno iridologico e la frattura. Da questo evento si dedicò all'osservazione delle alterazioni iridee dei suoi pazienti, fino alla formulazione della teoria iridologica. Nella prima mappa da lui disegnata apparivano 35 punti, corrispettivi ad altrettanti organi. Il lavoro di von Peczely venne ripreso ed arricchito da quello di altri studiosi, tra cui il pastore protestante svedese Nils Liljequist che nella sua opera "On Oegendiagnosen" del 1893 fece alcune osservazioni sulle variazioni cromatiche dell'iride a seguito dell'assunzione di sostanze chimiche. L'iridologia si diffuse quindi in Europa e in America, con la nascita di diverse scuole e l’ideazione di altrettante mappe di lettura dell’iride.

L’esame iridologico avviene attraverso l‘iridoscopio, una lente con una forte capacità di ingrandimento, che permette di evidenziare i punti dell’iride corrispondenti agli organi del corpo. E’ necessario esaminare le iridi di entrambi gli occhi perché, immaginando che il corpo umano sia idealmente suddividibile in due metà, la parte destra si rispecchia nell’occhio destro, così come la parte sinistra è rappresentata dall’iride destra. L’iridoscopio permette quindi all’esperto iridologo, che è un naturopata o un medico specializzato in iridologia, di individuare e interpretare le diverse macchie, il colore e la trama dell’iride per trarne informazioni sullo stato energetico del cliente, la sua predisposizione a specifici disturbi, in un’ottica sia preventiva che di intervento.

Dott.ssa Erika Cucco,

laureata in Scienze delle Formazione, Naturopata Heilpraktiker



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